....l'ho inserito anche nel mio profilo, tra i preferiti, si intitola "Le voci di Marrakech" di Elias Canetti. Racconta del periodo in cui, nel 1954, l'autore soggiornò a Marrakech alla ricerca di nuovi stimoli, di nuove ispirazioni, di nuove ed incomprensibili voci, come quelle che lo avvolserò nella splendida città. girovagando per le vie di Marrakech, Canetti capta forme, suoni, voci e ha, in questo libro, la capacità di descrivere e captare l'istantaneo. Il suo è un tuffo nell’ignoto, è un incontro con luoghi e persone che vengono semplicemente percepiti. Il senso del distacco dal suo mondo si percepisce già dal titolo. Infatti l’accento è posto sulla parola “voci”. Egli si lascia andare al flusso delle voci di Marrakech. "Davvero in quel momento mi sembrò di essere altrove, di avere raggiunto la meta del mio viaggio. Da lì non volevo più andarmene, ci ero già stato centinaia di anni prima, ma lo avevo dimenticato, ed ecco che ora tutto ritornava in me. Trovavo nella piazza l'ostentazione della densità, del calore della vita che sento in me stesso. Mentre mi trovavo lì, io ero quella piazza. Credo di essere sempre quella piazza".
























